Statuto

L’assemblea straordinaria del 16 aprile 2014, con atto n. 118008 di repertorio n.21898 di racc. del Dott. Mauro Rocca Notaio, ha approvato variazioni relative allo statuto e alla ragione sociale, nel rispetto della Legge 383/2000 e della Legge Regionale 34/2002.

Copia dello statuto e del verbale dell’assemblea straordinaria tenutasi il 16 aprile 2014 viene depositata all’ufficio del registro di Carpi in data 30 aprile 2014 al N. 2718 serie 1T 

STATUTO
COSTITUZIONE E SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 1 – Costituzione – denominazione – sede – durata.

È costituita ai sensi degli articoli 36 e segg. del C.C. nel territorio del Comune di Nonantola, la “Associazione Ricreativa Culturale LA CLESSIDRA” Associazione di Promozione Sociale, di seguito denominata “L’Associazione”.
Ciò ai sensi della Legge nazionale 383/2000 e Legge regionale 34/2002.
L’associazione ha sede legale in Nonantola (MO), Piazza Tien An Men, 1.
L’eventuale variazione di sede all’interno del Comune non comporta variazione statutaria e può essere attuata con semplice delibera dell’assemblea dei soci e comunicazione all’agenzia delle entrate e agli albi e registri pubblici in cui l’associazione è iscritta.
Si ispira ai principi della costituzione Repubblicana ed applica i contenuti del codice civile e leggi in materia che la riguardano.
Aderisce all’Associazione Nazionale dei Centri Sociali Comitati Anziani e Orti e/o potrà aderire ad altre Associazioni Nazionali riconosciute dal Ministero dell’Interno, potrà aderire alle Consulte e ai Forum del Volontariato e Associazionismo locali, provinciali, regionali e nazionali.
La durata dell’Associazione è illimitata.

Art. 2 – Finalità ed Oggetto

L’Associazione non ha finalità di lucro, persegue finalità di utilità sociali, ricreative, culturali e civili, svolge attività a favore di terzi oltre che degli associati per vincere la solitudine, l’emarginazione e la prevenzione alla salute. Promuove iniziative per favorire i rapporti intergenerazionali.
Non pone alcuna discriminazione di carattere politico, religioso, di sesso, di origine e di età. Aderisce a progetti di beneficenza e solidarietà a sostegno dei bisogni primari rivolti a tutte le età, con particolare attenzione verso persone più anziane e popolazioni svantaggiate. Condivide le finalità dell’associazione nazionale a cui aderisce, ne accetta lo statuto e la tessera nazionale.
Gode di autonomia: giuridica, amministrativa e patrimoniale; organizza autonomamente la propria attività associativa.

Art. 3 – Attività principali

Per il raggiungimento delle proprie finalità l’Associazione si propone di:
– predisporre e gestire strutture con spazi e ambienti idonei allo svolgimento di attività e servizi compatibili con gli scopi Sociali;
– promuovere il proficuo impiego del tempo libero dei propri associati attraverso iniziative di natura culturale, ricreativa, ludico-sportiva, per dare ai propri Soci momenti di impegno sociale e civile nel contesto della cittadinanza attiva;
– incentivare l’organizzazione con iniziative atte ad aggregare associati e cittadini in condizioni di solitudine, per raccogliere fondi ai fini di solidarietà, beneficenza o autofinanziamento;
– favorire lo svolgimento della vita associativa per reciproci scambi di idee e conoscenze, tramite un collegamento con le giovani generazioni e le scuole di ogni ordine e grado;
– valorizzare la gestione di zone coltivate con particolare attenzione al rispetto ambientale e alla produzione ecologica;
– svolgere in genere tutte le attività che si riconoscono essenziali per il raggiungimento dei fini che l’Associazione si propone, anche in collaborazione con gli Enti pubblici e con altre Associazioni e Agenzie.

Art. 4 – Attività complementari

Per il raggiungimento degli scopi istituzionali oltre alle attività principali l’Associazione può svolgere attività complementari. In particolare per gli iscritti, associati o invitati (partecipanti), in attuazione delle disposizioni del Decreto legislativo n. 460/97 e ai sensi del D.P.R. 26/10/1972, l’Associazione, aderendo ad Associazione Nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Interno e con finalità assistenziali è ammessa ad avvalersi delle disposizioni di cui all’art. 3, sesto comma, lettera e) della Legge 25 Agosto 1991, N°287, potrà allestire, nelle Sedi in cui vengono svolte le attività istituzionali, spazi dove effettuare la somministrazione di alimenti e bevande.
Nello scambio di reciproche esperienze come momento di socializzazione, di miglioramento della salute e di sviluppo culturale, l’Associazione potrà sviluppare l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici anche in collaborazione con altre realtà aderenti all’Associazione Nazionale a cui aderisce, nel rispetto delle Leggi vigenti.
L’Associazione potrà partecipare quale Socio alle attività promosse da altri Circoli e Centri appartenenti alla stessa Associazione Nazionale o aventi scopi analoghi. Potrà promuovere gemellaggi con altri soggetti con finalità simili. Potrà aderire a Enti e Società di capitali solo per scopi sociali e umanitari.
Collabora con il Comune per svolgere attività di solidarietà e utilità sociale, volontariamente e gratuitamente con il solo recupero delle spese salvo accordi diversi su progetti specifici e in convenzione.
Favorisce la crescita della persona, la formazione professionale e culturale dei Soci.
Promuove attività motoria attraverso intese con centri specializzati.
Per lo svolgimento delle proprie attività l’Associazione si avvale prevalentemente dell’attività prestata in forma volontaria libera e gratuita dei propri associati.
Per particolari manifestazioni occasionali afferenti agli scopi istituzionali, può avvalersi di attività prestata in forma volontaria, e gratuita da persone non aderenti all’associazione.
Può inoltre avvalersi, per particolari necessità, di prestazioni retribuite di lavoro autonomo o dipendente anche ricorrendo ai propri associati.

Art. 5 – Soci

Il numero dei soci è illimitato.
All’Associazione possono aderire, in qualità di Soci e previa richiesta scritta al Consiglio di Gestione, tutte le persone che condividano le finalità dell’Associazione, siano mossi da spirito di solidarietà e accettino il presente Statuto.
Il Consiglio incarica una commissione, le cui regole saranno definite in apposito regolamento, allo svolgimento dell’attività di tesseramento, riservandosi quest’ultima di comunicare al Consiglio stesso periodicamente l’elenco dei nuovi iscritti, la cui iscrizione sarà ratificata.
La commissione valuta le richieste di tesseramento avanzate da coloro che, maggiori di età, compilano l’apposita domanda; valuta inoltre le domande di adesione presentate dai minori di età, controfirmate da chi esercita la responsabilità genitoriale.
Il richiedente acquisirà, ad ogni effetto, la qualifica di associato al momento del rilascio da parte della Commissione della tessera sociale.
E’ espressamente escluso ogni limite sia temporale che operativo al rapporto associativo medesimo e ai diritti che ne derivano.
L’importo dei contributi degli aderenti , costituiti dalla quota sociale annuale, è stabilito dal Consiglio di Gestione.
Le quote associative sono sempre nominative e non rivalutabili, né rimborsabili e non possono essere cedute ad altro soggetto.

Art. 6 – Diritti dei Soci

Tutti i soci hanno gli stessi diritti in rapporto all’Associazione e tutte le cariche sono elettive.
Ogni Socio, maggiorenne o minorenne, ha diritto di partecipazione a tutte le attività e accesso alle strutture dell’Associazione, di informazioni e di controllo stabilito dalle Leggi e dallo Statuto. Ogni Socio di maggiore età ha diritto ad un voto per l’approvazione e la modificazione dello Statuto, dei regolamenti e per l’elezione degli Organi dell’Associazione stessa, nonché di proporsi quale candidato per la gestione dell’Associazione.
Il Socio minorenne non ha diritto di voto e non può essere eletto.

Art. 7 – Doveri dei Soci

I Soci sono tenuti a versare la quota associativa annuale la cui entità è stabilita dal Consiglio di Gestione e ratificata nella prima assemblea utile.
Gli associati devono svolgere la propria attività in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro e nel rispetto del rapporto associativo e delle leggi vigenti.
L’atteggiamento verso gli altri associati e verso gli estranei deve essere animato da spirito di solidarietà e attuato con correttezza, onestà e buona fede.
La qualità di Socio si perde per il mancato rinnovo della tessera associativa, per espulsione, rinuncia volontaria o decesso.
Può recedere il socio che non intende continuare a collaborare alle attività dell’Associazione.
Decade automaticamente il socio che non sia più in regola con il pagamento della quota associativa annuale.
L’esclusione può essere dichiarata dal Consiglio di Gestione nel caso in cui il socio:
– danneggi moralmente e materialmente l’Associazione;
– non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni o alle deliberazioni assunte dagli organi sociali;
– non ottemperi al pagamento delle quote sociali.

L’esclusione è deliberata dal Consiglio di Gestione dopo che al socio sia stato contestato in forma scritta il fatto che può giustificare l’esclusione, con l’assegnazione di un termine di trenta giorni per eventuali controdeduzioni.
In caso di esclusione per mancato pagamento della quota associative, nei modi e nei tempi stabiliti dal Comitato di gestione, non è necessaria la contestazione per iscritto, ma l’esclusione è automatica.
L’interessato può proporre ricorso al Collegio dei Probiviri, che delibererà sull’accoglimento dello stesso alla prima riunione successiva alla decisione del Consiglio di Gestione.
Il socio receduto, decaduto o escluso non può vantare alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione, né reclamare il rimborso dei contributi associativi pagati e dovuti.

Art. 8 – Sanzioni

Tutti i Soci sono tenuti a rispettare le norme del presente Statuto, dei Regolamenti interni e le deliberazioni assunte dagli Organi preposti.
In caso di comportamento difforme, che rechi pregiudizio agli scopi o al patrimonio dell’Associazione, il Consiglio di Gestione dovrà intervenire e applicare le seguenti sanzioni motivate: richiamo, diffida, sospensione, espulsione dall’Associazione.
I Soci sospesi ed espulsi possono ricorrere per iscritto contro il provvedimento, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, al Collegio dei Probiviri, il quale è delegato alla risoluzione della controversia. Il collegio si esprime in modo insindacabile entro trenta giorni.

Art. 9 – Patrimonio

Il patrimonio dell’Ente è costituito dal complesso di tutti i beni mobili e immobili comunque appartenenti all’Associazione, nonché da tutti i diritti a contenuto patrimoniale e finanziario della stessa.

Art. 10 – Devoluzione del patrimonio

E’ fatto obbligo per l’Associazione, in caso di scioglimento, di devolvere il patrimonio di cui all’articolo 9 (nove) del presente Statuto, ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità conformi allo spirito e agli scopi dell’Associazione, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662.
L’Assemblea dei soci provvederà a fissare le norme per la devoluzione o ripartizione dello stesso nel rispetto di tale vincolo.
E’ fatta salva qualsiasi altra destinazione imposta dalla legge.

Art. 11 – Risorse economiche

Le risorse economiche dell’Associazione sono costituite da:
– quote associative annuali dei Soci;
– contributi dei Soci e degli aderenti;
– contributi di privati e imprese;
– contributi corrisposti da Amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato o in genere di accreditamento, di attività aventi finalità sociali in conformità ai fini istituzionali, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
– fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
– eredità, donazioni e lasciti;
corrispettivi di attività istituzionali, di attività complementari, di somministrazione di alimenti e bevande e dell’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici;
– corrispettivi di attività commerciali, svolte nel rispetto della normativa vigente ed in particolare del dettato Decreto legislativo n. 460/97, della Legge 383/2000 e Legge regionale Emilia-Romagna N° 34/2002;
– proventi derivanti dal patrimonio mobiliare e immobiliare dell’Associazione;
– altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.
Le donazioni di beni immobili e i lasciti testamentari sono accettati, con riserva, dal Consiglio di Gestione che, sentito il parere dell’assemblea, delibera sull’utilizzazione di esse in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione.

Art. 12 – Bilancio preventivo e Bilancio o Rendiconto economico-finanziario annuale

L’esercizio economico finanziario inizia il 1° Gennaio e termina il 31 Dicembre di ogni anno.
Il bilancio preventivo, redatto annualmente secondo le indicazioni emerse dall’assemblea, deve essere approvato dal Consiglio di Gestione entro il 31 dicembre dell’anno precedente e ratificato nella prima assemblea ordinaria utile.
Il bilancio o rendiconto economico e finanziario consuntivo deve essere redatto annualmente dal Consiglio di Gestione e approvato entro 120 giorni successivi alla chiusura dell’esercizio a cui si riferisce, oppure entro 180 giorni qualora lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto dell’Associazione. Esso deve evidenziare separatamente i proventi e le spese delle attività istituzionali, complementari, commerciali, nonché quelli delle raccolte occasionali e dei contributi pervenuti per attività convenzionate.
Il bilancio consuntivo dovrà essere approvato dal Consiglio di Gestione almeno 30 giorni prima della sua presentazione in assemblea e depositato presso la sede sociale, corredato della relazione del Consiglio e quella del Collegio dei Revisori, almeno 15 giorni prima della medesima.

Art. 13 – Avanzi di gestione e fondi di riserva

Gli avanzi di gestione, nonché i fondi di riserva o capitale non possono essere distribuiti, neppure in modo indiretto, ai Soci o a terzi, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.
E’ fatto obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione nell’attività istituzionale e in favore degli scopi previsti dallo statuto, eccetto un accantonamento al Fondo di riserva ordinaria con minimo 5% per il finanziamento delle attività istituzionali dell’Ente in fondi previsti dal presente statuto, in fondi di tutela economica per gli operatori dell’associazione, per lo sviluppo dell’associazione, per la manutenzione della struttura Associativa e a beneficenza.

Art. 14 – Organi dell’Associazione.

Gli Organi dell’Associazione sono:
1) Assemblea dei Soci;
2) Consiglio di Gestione;
3) Direzione operativa;
4) Presidente;
5) Collegio dei Revisori dei Conti;
6) Collegio dei Probiviri.
I componenti del Consiglio di Gestione, la Direzione operativa, il Presidente ed il Collegio dei Probiviri svolgono la loro attività gratuitamente.
Ad essi possono essere rimborsate unicamente le spese vive sostenute per le attività svolte per l’ Associazione.

Art. 15 – Assemblea dei Soci

L’Assemblea dei Soci è il momento fondamentale di confronto, atto ad assicurare una corretta gestione dell’Associazione.
L’assemblea può essere ordinaria o straordinaria.
L’assemblea ordinaria è convocata dal Consiglio di Gestione almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio o rendiconto economico-finanziario consuntivo e la ratifica del bilancio preventivo. Il Consiglio la convoca inoltre quante volte lo ritiene necessario o quando ne sia fatta richiesta per iscritto con indicazione della materia da trattare da almeno il 10% dei Soci.
In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita quando sia presente o rappresentato per delega almeno la metà più uno dei Soci aventi diritto al voto.
In seconda convocazione, che avverrà almeno dopo 24 (ventiquattro) ore, l’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei Soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto; l’Assemblea straordinaria è regolarmente costituita se sono presenti in proprio o per delega almeno il 5% dei Soci.
L’assemblea ordinaria o straordinaria tanto in prima quanto in seconda convocazione, delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei Soci presenti, anche per delega, su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno, salvo che sullo scioglimento regolamentato all’art.29 (ventinove) del presente statuto.
La convocazione, ordinaria o straordinaria, è effettuata con avviso affisso all’Albo della Sede, almeno 15 (quindici) giorni prima e con altre eventuali forme d’informazione decise di volta in volta dal Consiglio di Gestione.

Art. 16 – Compiti dell’Assemblea

L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:
– approva i principi e gli indirizzi generali proposti dal Consiglio di Gestione inclusi nella relazione annuale dell’Associazione;
– approva il Bilancio o rendiconto economico-finanziario annuale e ratifica il Bilancio Preventivo;
– approva i regolamenti interni;
– salvo i casi regolamentati dalla legge, decide il metodo di votazione, palese o segreto;
– elegge il Consiglio di Gestione, il Collegio dei Revisori, il Collegio dei Probiviri, la Commissione Elettorale e la Commissione formazione lista dei Candidati, sostituendone i membri dimissionari o deceduti.
Le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’Assemblea, validamente costituita.
L’Assemblea straordinaria approva le modifiche dello statuto proposte dal Consiglio di Gestione e l’eventuale scioglimento dell’Associazione, come regolamentato nell’art. 29 del presente statuto.
Hanno diritto di intervenire in assemblea i soci in regola con il versamento delle quote associative.
È data facoltà, a ciascun Socio di maggiore età, di farsi rappresentare in Assemblea.
Ogni Socio, di maggiore età, ha diritto a un voto e potrà essere portatore, al massimo, di due deleghe scritte.
L’Assemblea, tanto in sede ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio di Gestione o, in sua assenza, dal Vicepresidente Vicario oppure da un socio eletto dall’Assemblea stessa.

Art. 17 – Consiglio di Gestione

Il Consiglio di Gestione è eletto dall’assemblea dei soci ed è composto da un minimo di 9 (nove) a un massimo di 27 (ventisette) membri; il numero dei membri è determinato dall’Assemblea.
Il Consiglio di Gestione dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili. Il mandato non può essere inferiore a tre anni.
E’ validamente costituito per deliberare quando sono presenti la metà più uno dei suoi membri.
Se, per dimissioni o decadenza, vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il presidente deve convocare, senza indugio, l’assemblea per nuove elezioni.

Art. 18 – Elezione Consiglio di Gestione

I componenti del Consiglio di Gestione sono eletti tramite elezioni da indirsi con almeno trenta giorni di anticipo sulla data prevista di scadenza.
A tutte le operazioni elettorali presiede la Commissione Elettorale che è composta da tre membri Soci non candidati alle elezioni. Essa è eletta dall’Assemblea; è anche suo compito predisporre il seggio elettorale.
Le elezioni si svolgeranno conformemente alle scelte dell’Assemblea.

Art. 19 – Riunioni del Consiglio di Gestione

Il Consiglio di Gestione è l’Organo esecutivo dell’Associazione. Si riunisce più volte l’anno ed è convocato:
– dal Presidente;
– da almeno 1/3 dei componenti il Consiglio su richiesta scritta e motivata;
– da almeno il 15 % dei soci con motivazione scritta.
La convocazione deve avvenire tramite lettera da spedirsi o consegnarsi a mano almeno 3 (tre) giorni prima dell’adunanza.
La convocazione potrà comunque avvenire anche a mezzo e-mail, fax o messaggio telefonico, sempre e comunque almeno 3 (tre) giorni prima dell’adunanza.

Art. 20 – Compiti del Consiglio di Gestione

Il Consiglio di Gestione, nella prima seduta, da effettuarsi entro massimo 20 (venti) giorni dopo le elezioni, elegge tra i propri Membri:
– il Presidente;
– il Vice Presidente vicario;
– un Vice Presidente;
– il Tesoriere;
– il Segretario.

Il Consiglio di Gestione, nell’ambito delle linee generali fissate dall’Assemblea stessa, ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, salvo i poteri che sono riconosciuti per legge all’assemblea. Nella gestione ordinaria i suoi compiti sono:
– predisporre gli atti da sottoporre all’Assemblea;
– dare esecuzione alle delibere assembleari;
– formalizzare gli atti per la gestione dell’Associazione;
– elaborare il Bilancio Preventivo entro il 31 dicembre corrente per l’anno successivo;
– elaborare il Bilancio o Rendiconto economico-finanziario annuale entro i termini previsti all’art. 12 (dodici);
– stabilire i rimborsi agli Associati per le spese effettivamente sostenute per l’Associazione e documentate;
– sostituire i Membri del Consiglio di Gestione in caso di decesso, dimissione o espulsione, scegliendoli fra i primi non eletti della lista elettorale; in mancanza di questa si procede a nuove elezioni per i posti resisi disponibili. I consiglieri così eletti rimarranno in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio di Gestione;
– prendere provvedimenti verso i Soci che ne abbiano dato motivo;
– nominare la Commissione tesseramento;
– costituire altre Commissioni o Gruppi di Lavoro per una migliore efficienza operativa e gestionale;
– decidere che l’Associazione potrà partecipare quale Socio ad altri Circoli o Associazioni nonché partecipare a Enti e Società di capitali con scopi sociali e umanitari;
– esaminare e decidere sulle dimissioni scritte, presentate da Soci che intendano rinunciare a incarichi avuti nell’organizzazione dell’Associazione o lasciare l’Associazione stessa;
– stabilire il costo annuale della tessera, modalità e tempi di riscossione;
– esaminare e approvare, con eventuali correzioni, i piani di lavoro proposti dalla Direzione Operativa e dai Gruppi di lavoro;
– effettuare quanto altro non sia attribuito espressamente all’Assemblea dei Soci mediante questo Statuto o per Legge.
Di ogni riunione deve essere redatto il verbale.

Art. 21 – Direzione Operativa

Fanno parte della Direzione Operativa: il Presidente, i due Vice Presidenti, i responsabili dei principali gruppi di lavoro e tecnici il cui apporto sia ritenuto utile. Le nomine dei responsabili e tecnici vengono indicate dal Presidente, sentito il Consiglio di Gestione, e successivamente approvate.
La Direzione Operativa svolge attività di lavoro collegiale, inteso come discussione e confronto delle tesi ed elaborazione di temi particolari e generali che riguardano i settori e le politiche dell’Associazione, in particolare:
– invita alle proprie riunioni persone interne o esterne specializzate, quando siano in discussione argomenti di loro attinenza e competenza;
– traduce in pratica operativa gli indirizzi e gli obiettivi di lavoro, varati dal Consiglio di Gestione e dall’Assemblea, ai quali deve rendere conto;
– fa da tramite fra il Consiglio di Gestione e i gruppi di lavoro nel proporre programmi necessari alla realizzazione degli obiettivi fissati dall’Associazione;
– stabilisce l’entità delle somme che i Soci sono tenuti a dare, quale contributo al recupero delle spese, per partecipare alle iniziative organizzate dall’Associazione;
– si aggiorna sulle tecnologie, sulla qualità dei prodotti e delle attrezzature e su quanto comporti una ricerca con analisi che interessino i settori;
– prepara programmi di lavoro da sottoporre agli Organi Dirigenti;
– propone soluzioni su problemi tecnici, operativi ed organizzativi di sua competenza;
– si riunisce periodicamente su convocazione del Presidente, che la presiede.

Art. 22 – Presidente

Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione a tutti gli effetti.
Convoca e presiede il Consiglio di Gestione, sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dall’Associazione. Apre e chiude conti correnti bancari e postali, procede agli incassi da terzi e autorizza i pagamenti.
Nomina la Direzione operativa (art. 21), sentito il Consiglio di Gestione.
Conferisce ai soci procura speciale per la gestione di attività varia, previa approvazione della Direzione Operativa.
Partecipa alle riunioni dei Gruppi di Lavoro.
Assume, in caso di urgenza e necessità, le decisioni di spettanza degli Organi preposti, salvo ratifica da parte degli stessi appena possibile.
In caso di impedimento o assenza temporanea, tutte le funzioni vengono assunte dal Vice Presidente Vicario.
Potrà delegare, se lo ritiene opportuno, compiti specifici a ciascuno dei due Vice Presidenti.

Art. 23 – Collegio dei Sindaci Revisori

Il Collegio dei Sindaci Revisori è l’Organo di controllo.
È composto da tre Membri effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea; essi non dovranno essere componenti del Consiglio di Gestione e potranno anche non essere Soci.
Alla prima riunione utile, al suo interno, verrà eletto il Presidente.
Ha il compito di verificare l’andamento amministrativo, la regolare tenuta e gestione della contabilità, la corrispondenza dei bilanci alle scritture contabili, la legittimità delle operazioni contabili e la corrispondenza di queste ai regolamenti fissati, l’osservanza delle regole amministrative, contabili e fiscali.
Verifica la contabilità periodicamente, al massimo ogni sei mesi, e in qualunque momento ne ravvisi la necessità; accerta le giacenze di cassa.
Presenta ogni anno all’Assemblea una relazione scritta ed esprime un parere sul Bilancio o Rendiconto economico-finanziario annuale.
Tiene il registro dei verbali di ogni verifica.
I Membri supplenti sostituiscono quelli effettivi quando questi ultimi decadono, rinunciano a causa di morte o danno le dimissioni.

Art. 24 – Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei Probiviri è composto da tre Membri effettivi e due supplenti anche non Soci, al di fuori dei Componenti il Consiglio di Gestione e del Collegio dei Revisori.
Viene eletto dall’Assemblea.
Ha funzioni decisionali in sede di appello, relativamente ai ricorsi dei Soci e/o degli organi dell’Associazione.
Decide insindacabilmente entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso, sulle proposte di sospensione e di espulsione, dandone comunicazione scritta agli interessati e al Consiglio di Gestione.
Nomina il suo Presidente.
I Membri supplenti sostituiscono quelli effettivi quando questi ultimi decadono, rinunciano per causa di morte o danno le dimissioni.
Tiene il registro dei verbali e delle riunioni.

Art. 25 – Commissioni di Lavoro

Le Commissioni sono nominate dal Consiglio di Gestione e hanno per oggetto della propria attività le funzioni che si realizzano con i seguenti settori: amministrazione, manutenzione dei locali dell’Associazione, servizio cucina, attività di lavoro volontario pubblico, teatro, viaggi, soggiorni, informatica, gioco bocce, laboratorio, archivista, reception, risorse umane, coro, pittura, lettura, cultura, tombola, ballo, rapporti con altre componenti cittadine ed ogni altro gruppo di lavoro ritenga utile per una migliore efficienza operativa e gestionale dell’Associazione.
Le commissioni durano in carica lo stesso periodo del Consiglio di Gestione.
Ogni Commissione nomina al suo interno un coordinatore, che sia preferibilmente membro del Consiglio di Gestione.
La commissione formazione lista dei candidati e la commissione elettorale decadono e sono rinnovate l’anno precedente a quello dell’elezione degli organi dell’associazione.
Sono coordinate fra loro dalla Direzione Operativa, dal Presidente e dalla riunione dei coordinatori dei gruppi.
Mettono in pratica le delibere approvate, i programmi e le iniziative approvate dagli Organi dell’Associazione.
Dettagliate spiegazioni, sui compiti più specifici e sulla maggiore importanza che le Commissioni hanno, sono consultabili nel Regolamento attuativo e nel mansionario.
Le Commissioni non possono assumere decisioni di spettanza di altri Organi. Possono suggerire agli Organi dirigenti programmi che riguardano il proprio settore.
Gli Organi Dirigenti propongono programmi o singole iniziative e le Commissioni, dopo averli esaminati in fase attuativa, possono modificarli per la migliore riuscita del progetto.
Punto di riferimento e confronto è il Presidente.

Art. 26 – Volontariato gratuito

Tutte le cariche elettive sono gratuite fatto salvo il rimborso delle spese sostenute e documentate con documenti validi fiscalmente.

Art. 27 – Rispetto delle regole associative

Tutti i Soci che operano per conto dell’Associazione, nell’ambito delle proprie competenze, devono attenersi ai contenuti di questo Statuto, del Regolamento Attuativo, dei Regolamenti interni e a tutte le disposizioni approvate dagli Organi dell’Assemblea.

Art. 28 – Rispetto delle leggi

Data la particolare struttura democratica dell’Associazione, tutti i Soci componenti gli Organi, i Collaboratori in genere impegnati ai vari livelli e i Soci, nello svolgimento delle loro attività, sono tenuti a rispettare tutte le Leggi vigenti; in caso di indisciplina o inosservanza, se giudicata grave, sono direttamente responsabili del proprio operato, verso le autorità preposte.

Art. 29 – Scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio

In caso di scioglimento, dopo la liquidazione, salvo diversa destinazione imposta dalla legge, il patrimonio residuo è devoluto con le modalità stabilite nell’atto di scioglimento ad altre associazioni di promozione sociale, aventi fini di pubblica utilità conformi allo spirito e agli scopi dell’Associazione.
La decisione motivata sullo scioglimento dell’Associazione è valida se presa in Assemblea straordinaria riunita con la presenza, personale o per delega, della maggioranza assoluta dei Soci iscritti e con voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.
La stessa Assemblea nomina i liquidatori necessari.

Art. 30 – Clausola conciliativa e arbitrale

Tutte le controversie aventi ad oggetto rapporti sociali promosse da o contro i soci, da o contro l’Associazione, da o contro gli amministratori, da o contro i sindaci revisori, da o contro i liquidatori, saranno sottoposte ad un tentativo di conciliazione secondo quanto stabilito dal Regolamento dell’Ente Conciliatore scelto dalla parte più diligente.

Nel caso in cui il tentativo fallisca, la controversia sarà risolta da un arbitrato disciplinato dal Regolamento Arbitrale della Camera di Commercio di Modena.

La sede dell’arbitrato sarà Modena.

Art. 31 – Disciplina Giuridica

Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto o diversamente disposto, valgono le norme di Legge nazionali e regionali.